ISTRUZIONI PER L’USO
In concreto dunque entro l’estate si pagherà la metà della somma minima ottenuta applicando il 4 per mille sull’abitazione principale e il 7,6 sugli altri immobili. Le aliquote, relativamente alle case, vanno calcolate sulla rendita catastale moltiplicata per 160: dal risultato solo ottenuto e solo per la prima casa va sottratta la detrazione di 200 euro, incrementata di 50 euro per ciascun figlio residente di età non superiore a 26 anni. A dicembre poi sulla stessa base imponibile saranno applicate le aliquote definitive che in molti casi saranno più alte, e dal totale dovuto sarà detratto quanto pagato con l’acconto: dunque il secondo versamento risulterà un po’ più pesante.
IL NODO AGRICOLTURA
Scoppia intanto la polemica sull’Imu agricola da parte degli operatori del settore che, nonostante le modifiche in Parlamento rispetto alla originaria formulazione, viene considerata penalizzante dagli operatori del settore. “C’è ancora uno spazio di manovra – dice il ministro delle Politiche Agricole, Mario Catania – e se il mondo agricolo sarà compatto, troverà nel Parlamento lo stesso interlocutore attento che ha trovato in me”. “Un importante segnale di attenzione da parte del governo, ma non basta”, commenta Confagricoltura anche se nella formulazione attuale manca la garanzia di un gettito agricolo certo e definito. Giudizio sospeso invece da parte di Coldiretti. Pollice verso da parte della Cia (Confederazione italiana agricoltura). Ad ogni modo in base base agli ultimi emendamenti al dl fiscale ritorna al 25 per cento l’abbattimento della base imponibile a favore degli imprenditori agricoli professionali e viene incrementato il moltiplicatore (da 130 a 135) applicato ai fini della determinazione della base imponibile Imu dei terreni posseduti da soggetti diversi dai coltivatori diretti e imprenditori agricoli. Per i fabbricati rurali strumentali è previsto il versamento dell’Imu in due rate pari al 30 per cento in acconto e al 70 per cento a saldo, rispettivamente entro giugno e dicembre. E arriva l’esenzione per i fabbricati rurali strumentali nei comuni di montagna, oltre i 1.000 metri di altitudine.